Trattoria Decoratori & Imbianchini
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La RISTORAZIONE e il BAR

                                                                               Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene (V. Wolf, 1929)

La nostra idea di ristorazione, ispirata alla linea culturale di Slow Food, si propone di valorizzare le tradizioni enogastronomiche della cultura contadina e popolare, sia del nostro Piemonte che di altre regioni d'Italia e di alcune regioni del mondo che conosciamo e frequentiamo.
Non ci piace la cucina banale e standardizzata dei fast food, dei piattini dei bar tutti uguali, con le verdurine rigorosamente surgelate e scaldate al microonde!
Non ci piace che sparisca -- è già sparita o sta sparendo? – la cultura del mangiar bene e della varietà dei sapori.
Noi, nel nostro piccolo e con estrema modestia, vorremmo rivalutare il “buon mangiare”.
Buono per i sensi, tutti.
Buono per la salute.
Buono per la terra.
Ci piace ricercare le vecchie ricette, i prodotti tipici, stagionali, locali e di buona qualità, ma ci piace anche sperimentare ricette nuove, tutte quelle incontrate nel mondo, conosciute nelle case dei nostri amici in Marocco o in India. Non sono, infatti, solo ricette apprese sui libri, ma assaporate insieme all'amicizia. L'India non è una terra esotica di cartolina, ma quella conosciuta nel doposcuola dei bimbi di Calcutta, i bambini degli slums sottratti alla strada.

L'uomo è ciò che mangia (L. Feuerbach)

A noi piace cucinare e lo abbiamo sempre fatto per familiari e amici.
Spesso abbiamo cucinato insieme per occasioni pubbliche: raccogliere fondi per sostenere Il Manifesto, per il referendum sull'acqua bene comune e tutte le successive battaglie per la pubblicizzazione di SMAT, per sostenere i progetti di aiuto e solidarietà in India (Shantiescianti, Shanti, Yatra).
Indipendentemente dagli obiettivi che di volta in volta ci siamo proposte, per noi cucinare è anche, e soprattutto, un modo di stare insieme, allegramente e piacevolmente. Cucinare insieme, magari prendendoci in giro e ridendo di noi stesse e di quello che facciamo, ci ha dato momenti di gioia, di consolazione, momenti preziosi, amicali: preparare gli ingredienti, affettare chili e chili di cipolle, pulire cozze fino a tagliarci le mani, attendere la cottura, assaggiare...Una gran fatica! Ma alla fine, il cibo, preparato con amore e con gioia, arriva in tavola.
E' il momento del convivio, una parola antica che rimanda etimologicamente a "cum vivere", vivere insieme. Mangiare insieme è vivere insieme: il che trasforma la naturalità della nutrizione in un fatto culturale. Ciò che si fa assieme agli altri, per ciò stesso, ha un significato sociale, un valore di comunicazione importante.
Allora? Cucinare è un piacere. Mangiare è un piacere. Ma se il cibo è un piacere, va assaporato con calma e condiviso con gli altri, perché vivendo insieme questa gioiosa esperienza dei sensi, ognuno sia un po' più felice, senza cadere nella volgarità e nella banalità dell'omologazione.

Può sembrare ovvio, ma il cibo e il modo di mangiare significano anche altro: rivelano l’identità degli esseri umani, fanno parte della vita interiore e dei sentimenti di ognuno. Per questo il cibo getta un ponte tra noi e l’altro, perché soddisfa bisogni primari, garantisce sicurezze ancestrali, crea legami interculturali. Nella storia italiana dell'immigrazione e del lavoro, infatti, il cibo spesso è stato un mezzo per trasmettere valori: la famiglia, le tradizioni, la cultura d'origine, le storie del proprio paese.
Come è stato detto:
“Il cibo è nutrimento e vita, è cura e attenzione, è socialità e comunicazione”.

Alla nostra tavola spesso gusterete delle minestre: il termine “minestra” richiama ancora una volta la convivialità; il gesto di “ministrare”, somministrare, distribuire. Il gesto di offrire e condividere il cibo, attingendolo o versandolo da un recipiente comune nei piatti di ciascuno.
A noi piace condividere ed offrire cibi che scaldino il cuore e non solo la pancia, cibi semplici, ma curati.
Per questo speriamo che a frequentare la nostra tavola ci siano persone che ricerchino questi cibi, semplici, antichi, ma anche persone curiose del nuovo e dell'insolito, come lo siamo noi, persone di ogni età, appassionati del cibo e del vino, persone che pratichino uno stile di vita e di consumo non condizionato dalle mode e amino ritrovarsi in un ambiente conviviale e stimolante.
Ai nostri vecchi e futuri amici, non solo desideriamo offrire pasti sani, genuini, freschi, gustosi e preparati con cura e amore, ma ci piacerebbe anche costruire per loro contesti più ampi, fornendo informazioni intorno a provenienza e qualità delle materie prime usate (prodotti biologici, “a Kilometro zero”, Gruppi di Acquisto Solidale, mercato Equo Solidale, mercatini rionali...) e intorno alla cultura da cui provengono. Ci piacerebbe anche condividere le nostre ricette, per creare un legame ulteriore con chi viene a mangiare da noi.

Avrete capito che non vogliamo offrirvi una ristorazione tout court, ma l'ospitalità in un ambiente adatto ad incontri e progetti enogastronomici, manifestazioni culturali, cene di gruppi, lunch business, eventi di comunicazione, degustazioni e tutto quello che può venirvi in mente.
Questo progetto, forse ambizioso, ci porta a lavorare per voi dalla mattina alla sera, non solo a pranzo e a cena, ma in ogni momento della giornata, rispolverando il vecchio rito piemontese della merenda sinoira e tenendo aperto un bar in cui avrete la possibilità di bere semplicemente un caffè o un calice di vino o un drink, godendo dell'atmosfera accogliente che cercheremo di offrirvi.
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